(it-en-es-gr) Grecia – Aggiornamento sulla situazione carceraria di O. Ikonomidou e R. Syrianos

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Qualche giorno fa la compagna della Cospirazione delle Cellule di Fuoco Olga Ikonomidou è stata trasferita con un trasferimento speciale dalla prigione di Tebe a quella femminile di Diavata.
Il suo trasferimento ha avuto luogo in merito ad un trasferimento disciplinare impostole, a causa della sua attitudine e della sua decenza che non possono essere tollerate dal personale della prigione di Tebe.
Quando l’hanno portata al carcere di Diavata, lei si è rifiutata di acconsentire all’umilitante procedura della perquisizione corporale, ciò ha causato il suo trasferimento in isolamento nella cella dei nuovi arrivati. Lei si è rifiutata di entrare nella prigione di Diavata chiedendo di essere trasferita altrove, mentre nella sua cella c’è una telecamera che Olga ha già oscurato due volte causando la reazione delle guardie carcerarie.

NESSUN COMPAGNO VA LASCIATO DA SOLO

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[AGGIORNAMENTO : DA IERI IL COMPAGNO RAMI SYRIANOS HA INIZIATO LO SCIOPERO DEL CARRELLO]

6 Maggio 2012
Il compagno Rami Syrianos è in isolamento da più di un mese (dal 26 Marzo) nella prigione di Serres Nigrita, presso le “celle dei nuovi arrivati”.
Dopo l’ultimo rinvio del suo processo – per il quale era stato trasferito lo stesso giorno al tribunale di Salonicco e poi riportato in giornata alla prigione di Negrita – si è rifiutato ancora una volta di sottostare all’umiliante perquisizione corporale (il prigioniero dovrebbe togliersi le mutande e tossire mentre è piegato) ed è stato portato dal procuratore il giorno dopo, questi gli ha imposto la punizione del “trasferimento disciplinare”.
Il nostro compagno è tenuto isolato dai bracci dela prigione, nelle “celle dei nuovi arrivati”. Questi particolari spazi, oltre al nome, non sono per nulla diversi dalle normali celle di isolamento. Spazi fatti per quelli che arrivano in prigione per la prima volta o quelli che escono per un “permesso”. Isolati da tutti gli spazi comuni, senza alcun cortile (nel caso del compagno, gli viene permessa mezz’ora d’aria in un corridoio al fine di fargli fare una-due telefonate al giorno).
Dobbiamo chiarire, parlando coi loro termini, che la massima pena di isolamento disciplinare assegnabile non supera i 10 giorni… Sottolineiamo che non si tratta di denunciare giusto un’altra “irregolarità” del sistema carcerario, che per le basi che ha rappresenta probabilmente il peggiore irrazionalismo dell’esistenza umana, ma per mostrare uno dei suoi aspetti principali. Oltre alla privazione di “libertà”, la restrizione fisica, il controllo e la supervisione, si tratta più che altro di schiacciare la dignità del prigioniero. Quando tutto ciò che si è provato non basta per ottenerlo, il sistema deve inventare altri modi…
E mentre Ramy Sirianos rimane in isolamento da più di un mese, aspettando il trasferimento impostogli, il suo avvocato ha saputo oggi (27 Aprile) tramite il ministero della giustizia che la decisione disciplinare non è ancora stata mandata al ministero, ovviamente non per errore, significando che il suo “soggiorno” nella prigione di Negrita in isolamento è stato esteso.
Vogliamo ricordare che il nostro compagno continua lo sciopero del carrello dall’11 Aprile, in solidarietà con i membri della CCF in sciopero della fame cosi come con Alexandros Mitrousias, Kostas Sakkas e Giorgos Karagiannidis, e con i compagni della CCF che chiedono il trasferimento finale di P. Argyrou e G. Tsakalos dalla prigione di Domokos.
PS. Vogliamo menzionare il fatto che un altro prigioniero, C.D., è stato l’uni dell’intero 2° braccio della prigione a iniziare lo sciopero del carrello in solidarietà con Rami Syrianos, sciopero iniziato dal primo giorno di isolamento di Rami e che continua fino ad ora.
C.D. si è rifiutato di rientrare in cella il 14 Aprile, protestando per l’assenza di Rami dagli spazi comuni. E’ stato obbligato a passare una notte in isolamento e minacciato di ricevere una sanzione disciplinare, che fortunatamente poi non è stata fatta.

FINO ALLA DISTRUZIONE DELL’ULTIMA PRIGIONE
SEMPRE DALLA PARTE DI QUELLI CHE SCELGONO DI VIVERE CON DIGNITA’
LA SOLIDARIETA’ E’ LA NOSTRA ARMA

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