Marco Camenisch – Comunicato n°1 e n°2 su Op.Ardire e sciopero della fame

Nota Di ABC Berlin: L’anarchico Marco Camenisch, prigioniero in Svizzera, ha elaborato una prima lettera sull’ “Operazione Ardire”. E’ uno degli accusati, da questa costruzione frenetica contro gli anarchici in Italia, Svizzera, Germania e Grecia.
Di seguito una traduzione delle parole di Marco (che diamo con il nostro massimo impegno):

Nota n°1 sulla ultima costruzione antianarchica da parte del ROS (& C)- (battezzata “Ardire” che le dà un senso più evidenziato) –Lidia Brutti.

Il Ros rappresenta l’unità di operazioni speciali, che io chiamo unità di operazioni sporche (e contraffatte), siccome sono un rispettoso della verità. Lidia Brutti è il GIP (giudice per le indagini preliminari) che presiede l’ufficio penale  di  Perugia.
Osservazione preliminare: fini ad oggi non mi erano arrivate le notificazioni o le reazioni delle autorità svizzere, e mi sono informato pochissimo attraverso i mezzi di comunicazione e attraverso le mia corrispondenza. I solidali mi hanno fornito il fascicolo della causa di più di 200 pagine, e l’ho sfogliato, e tuttavia sono stato capace di confermare la mia impressione iniziale (che mi aveva dato la televisione e la stampa) che è un teorema con prove più o meno cospicue, ma totalmente futili. Comunque non ho ancora realizzato la mia intenzione di pubblicare un testo personale informativo e solidale.
Ma la mia solidarietà rivoluzionaria va oltre tutte le differenze, contro la repressione ed è più che ovvia e soprattutto per i compagni detenuti e sottoposti ad investigazione in questa ennesima costruzione del ROS: Sotto la direzione del soggetto Ganzer  -Il “generale”-dei Carabinieri, che nel 2010 fu condannato in prima istanza per traffico di droga a 14 anni di prigione.
Oggi( 28 giugno) ho ricevuto da Stefano Fosco, dal carcere di Pisa, due lettere del 18 e del 21 giugno, entrambe segnate 26 giugno Pisa. Secondo l’avvocato della difesa stanno per essere trasferiti Lui ed Elisa nella prigione di massima sicurezza di Alessandria, o in un’altra prigione vicino Perugia. Sono certo, come Stefano, che l’edificio accusatorio sia destinato a collassare, tuttavia, ci vuole molto tempo per ricostruire tanti anni della sua vita e di Culmine, e hanno davanti tanti mesi di carcere di massima sicurezza.
Durante l’interrogatorio davanti al giudice istruttore, Stefano ed Elisa (che sono compagni di vita) hanno fatto appello alla facoltà di non rispondere (non hanno rilasciato dichiarazioni), in parte perché prima di questa udienza preliminare gli è stato proibito il contatto con l’avvocato difensore, il che è probabilmente illegale e l’avvocato presenterà una denuncia.
Lui raccomanda una difesa tecnica congiunta col fine di rompere i carichi assurdi punto per punto. Propone che sia congiunta, già che non c’è niente da nascondere perché, per esempio, questo è tutto circa delle dichiarazioni di anarchici detenuti e gli strumenti di diffusione, come è citato nel libro del diciannovesimo secolo, come da Emile Henry. Per il momento sono propenso, se necessario , ad unirmi alla sua proposta per ragioni di “economia” a tutti i livelli, in particolare di “attriti” evitabili, usando lo stesso avvocato di Stefano, o un altro che cooperi bene con lui.
Il 18 ha ricevuto un divieto di incontro e di corrispondenza con Elisa, ed è stato completamente isolato per 6 giorni, con proibizione totale di visite, televisione, giornali, radio, in una cella vuota, senza sapone per lavarsi.
Il 21 giugno era ancora in isolamento assoluto, con la proibizione di corrispondenza per azione punitiva, ma la unica punizione legale decretata era  il contatto telefonico con  Elisa. I Guantanamo-boys  di Pisa affermano che la proibizione di avere contatti include anche l’impossibilità di mandare e ricevere posta (non mi sorprende del resto conosco molto bene questa prigione estremamente fascista di Pisa, dove l’isolamento è imposto in  settori di massima sicurezza per i prigionieri di massima sicurezza). Per lo meno gli hanno dato una televisione lo stesso giorno, accesso al cortile insieme ad altri detenuti di massima sicurezza.

Solidarietà e amore
Marco Camenisch, Lenzburg, 28 giugno 2012

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da: Informa-Azione

Comunicato di Marco Camenisch ricevuto dalla Cassa Antirepressione delle Alpi Occidentali

INFO N. 2 SULLA RECENTE MONTATURA (veramente ardita…) ANTIANARCHICA ROS (ef)-NON BRUTTI (MA CALZA) MA… COMODI (CALZANO PURE) E DINTORNI

Nel frattempo ho ricevuto una lettera d’Elisa e ieri una di Stefano ambedue dopo circa 10 giorni. Come saprete erano tuttora in “isolamento giudiziario” e sottoposti alla censura, in attesa del “riesame” e/o trasferimento in altra struttura. Probabilmente allungano i tempi per la mancanza, a Pisa, di struttura AS e perciò “giustificazione” di un isolamento totale meno giustificabile/gestibile che in una struttura AS. In ogni caso, come segnala Stefano e per quanto ho visto nelle patrie (italiche) galere, è un periodo d’isolamento d’accanimento (antianarchico…) particolare. E oggi ricevo il comunicato del 9 luglio d’Elisa che mi illumina il cuore!

Tuttora non ho avuto alcunché di notifica o altra notizia “ufficiale” del mandato d’arresto mentre i pennivendoli di regime locale verso fine giugno in tedesco mi hanno “onorato” insieme a Gabriel e la compagna Andi del SRI di un paginone scandalistico di difficile equilibrismo tra devozioni professionali al regime e dolorose constatazioni della vacuità dell’ordinanza (incautamente esposta in rete…) e non mancando di ri-sbandierare lo spettro delle possibili liberazioni di Gabriel e del sottoscritto. Da parte del lager Lenzburg non manca una “strana” sequela di misere provocazioni, perquisizioni e minacce di sanzioni attorno e dopo la “grande notizia”. “Puntuale” è appena arrivato anche il rigetto di seconda istanza della mia “liberazione condizionale”.

Mi sono organizzato per un’iniziativa non rivendicativa (sciopero della fame, più o meno 20 giorni) di solidarietà (riferimento e motivazione principe la repressione e non per ultimo l’ardita ROS(ef)-… Comodi) e di partecipazione e questa volta con appendice denuncia dei “giri di vite” generalizzati attuati in questo ed altre carceri svizzeri, che inizialmente avevo previsto più o meno inizio-metà agosto ma che con questa vi informo che con la massima probabilità attuerò nelle due ultime settimane d’agosto (a partire dal 20 agosto) un po’ causa “buco” estivo, poi per una eventuale migliore coincidenza con l’organizzazione d’iniziative esterne e, anche se questa non è una proposta per un’iniziativa collettiva da dentro, una migliore informazione e valutazione previa delle compagne prigioniere e dei compagni prigionieri.
Vi prego perciò di divulgare questa “Info n. 2”.

Gratamente, con Solidarietà e Amore,

Marco, lager Lenzburg, 18 luglio 2012

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